A Liberty Bruyère shirt

Pattern: Bruyère shirt by Deer&Doe
Size: 36
Alterations: I modified the sleeve cuffs and plackets (more below)
Fabric: Liberty’s Kayoko Tana Lawn Cotton + red and white gingham for contrast (undercollar, inside yoke, inside cuffs) because I didn’t have enough Liberty.

My recent blog “resurrection” was something I had in mind for a long time, and this shirt is one piece of evidence. I made it and photographed it in January… and then I never posted it. But I’ve been wearing it quite a bit, so I figured it deserved its own moment of glory.

To be quite honest, I don’t remember everything about this shirt. It’s been almost a year and I have a hard time remembering what I had for lunch yesterday, so…

What I remember clearly is that I wanted to make something “safe”, to have some (almost) instant gratification from a pattern I already knew that fit me pretty well (I wore my chambray version of this pattern to pieces). Basically, I didn’t want to embark in something new or uncertain that might fail miserably… You know the feeling, right? I usually like that potential of sewing, but sometimes you just want to cruise, right?
So I whipped out some Liberty tana lawn from my stash because, well… Liberty would cheer me up ANY DAY.

 
 

I used a size 36, which is quite the departure from my usual Deer&Doe size 40. At the time, I was at my all-time thinnest, which wasn’t good because it was all stress-related weight loss. Right now I’m back to a size 38, and although being a little snug in the chest and waist, this shirt still fits ok.

I didn’t do any fit alterations, but if I’ll use this pattern again in the future, I’ll have to remember to modify it for my sloping shoulders (very useful tips in this Craftsy class), because even though my hair does a good job of hiding it, I have some pretty evident diagonal wrinkles in the area.

For construction, I used French seams everywhere I could, simply because when it comes to light to medium fabrics, it’s my favorite seam finishing method. French seams are just pretty, they make me happy. It’s the small things in life, ok?

I also decided to do some topstitching, which was 100% a masochistic choice, since the print is so dense that you can’t see it unless you’re really close. Then again, I decided to topstitch the just under button band, to have a fancy little detail that only I could see… I was in a weird mood, wasn’t I?

Anyway, one thing I distinctly remember about Bruyère is after I made it, I realised I completely hate the way the placket and cuff are designed.
The two sides of the placket don’t overlap, so it feels like a slit with fancy topstitching. I also shot myself in the foot using contrasting fabric for the placket, and I seriously hated the final result.

I also wasn’t happy with the way the cuff overlaps: I’m used to overlap it the opposite way. I checked the instructions multiple times, both in French and English, then maniacally scavenged the Internet for photos of Bruyère shirts, zooming in on the cuffs to understand if I was going crazy. In the end, I sewed the cuffs according to the instructions and I really hated them, so after staring grudgingly at my shirt’ sleeves for a few months (until September…), I performed some placket and cuff surgery on them and now I like them a lot better.

All in all, this pattern is absolutely recommended, as well as a few Craftsy classes I watched to stretch my shirt-making muscles prior to making this shirt (and an Archer shirt):

I found them really useful to review some techniques I had a few doubts on, especially constructing the collar and having a clean, enclosed yoke without handstitching. If anyone’s interested in a review of those, please let me know :)

Modello: camicia Bruyère di Deer&Doe
Taglia: 36
Modifiche: ho modificato fessini e polsini (spiegati sotto)
Fabric: Mussola di cotone Liberty Kayoko + cotone a quadretti rosso e bianco per dettagli in contrasto (sottocollo, sprone interno, interno dei polsini) poiché non avevo abbastanza Liberty

Il recente tentativo di risurrezione di questo post era in cantiere da molto tempo, e questa camicia ne è una testimonianza. L’ho confezionata e fotografata a gennaio… e poi mai pubblicata. Ma l’ho indossata parecchio, perciò ho deciso che meritava i suoi 5 minuti di gloria.

Ad essere sincera, non è che mi ricordi proprio tutto di questo progetto, visto che è passato quasi un anno e io ho grossi problemi a ricordare quello che ho mangiato ieri a pranzo…

Ciò che ricordo chiaramente è che mi ha spinto a cucire questa camicia il desiderio di qualcosa di “facile”, la gratificazione che viene da un modello che già ho utilizzato e che mi sta bene (la mia versione in chambray è stata sfruttata allo sfinimento). In pratica, non volevo imbarcarmi in qualcosa di nuovo o strano che sarebbe potuto finire male, come a volte succede col cucito. Avete presente la sensazione?
Ho utilizzato della mussola Liberty perchè questo tessuto mi mette immediatamente di buon umore.

 
 

Ho tagliato la taglia 36, una bella differenza dalla mia solita taglia 40 di Deer&Doe. All’epoca ero al massimo della mia magrezza, purtroppo malsana, perchè si trattava di peso perso per lo stress. Al momento sono una 38, e la camicia mi sta un po’ stretta sul petto e in vita, ma è ancora portabile.

Non ho fatto modifiche di vestibilità, ma se dovessi riutilizzare il modello in futuro, farò una modifica per le mie spalle spioventi (utilizzo il metodo spiegato in questo corso Craftsy), perchè, anche se i miei lunghi capelli le mascherano un po’, si formano delle pieghe diagonali che sono da correggere.

Per quanto riguarda la confezione, ho rifinito tutto con cuciture inglesi, che sono il mio metodo preferito per rifinire tessuti leggeri e medi. Le cuciture all’inglese sono così carine, mi rallegro solo a guardarle. La felicità sta nelle piccole cose, no?

Ho anche deciso di fare un po’ di impunture, una scelta completamente masochista visto che la fantasia del tessuto è così densa che si vedono solo da vicinissimo. D’altronde, ho deciso di impunturare la parte inferiore dell’abbottonatura, per avere un dettaglio vezzoso che vedessi solo io… Mi sa che ero di un umore strano durante la realizzazione di questa camicia.

Ad ogni modo, una cosa che ricordo benissimo di Bruyère è che dopo averla finita, mi sono resa conto che odio il modo in cui sono fatti fessino e polsino.
I due lati del fessino non sormontano, quindi mi sembrava uno spacco. Io mi sono anche data la zappa sui piedi, perchè ho utilizzato il tessuto a quadretti, e il risultato finale non mi piaceva proprio per niente.

Inoltre, non mi convinceva il sormonto del polsino: sono abituata a vederlo al contrario. Ho controllato le istruzioni in francese e inglese, poi ho iniziato a cercare maniacalmente foto di Bruyère su Internet, zoomando come una cretina sui polsini per capire se stessi diventando pazza. Alla fine, li ho cuciti come da istruzioni, e dopo averli guardati per mesi con odio, a settembre mi sono finalmente decisa a disfarli e rifarli.

Tutto sommato, questo modello è assolutamente consigliato, così come alcuni corsi Craftsy di cui ho fatto binge-watching per rispolverare le mie nozioni sulle camicie:

Li ho trovati estremamente utili per ripassare alcune tecniche che non ricordavo molto bene o su cui avevo dei dubbi, ad esempio su come insaccare lo sprone senza punti a mano. Se a qualcuno interessa una recensione, fatemelo sapere :)